Solo spin(e): Fred&Ginger e Minolli

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In Italia, l’evoluzione darwiniana applicata al mestiere dello spin e del campaign manager è bloccata irreversibilmente. Per i politici nostrani, siamo e restiamo scimmie. Anzi, per molti siamo solo scimmiette. Soprammobili da esibire. Null’altro.

Altro che spin, solo spine. Le rose forse non fioriranno mai.

L’ultimo esempio della scarsissima considerazione che i candidati nutrono nei confronti degli spin doctor è arrivato dai candidati alle primarie del centrosinistra partenopeo.

Ha rotto gli argini Antonio Bassolino, che ha postato sulla pagina Facebook le foto dei suoi gatti Fred & Ginger: “il mio spin doctor e la mia agenzia di comunicazione”.

Fred & Ginger
Fred & Ginger

Per ribattere al colpo felino, Marco Sarracino ha schierato il suo bulldog Gennaro, l’unico spin doctor vincente.

Gennaro
Gennaro

A completare il quadro evolutivo del mondo animale-elettorale ci ha pensato Valeria Valente, che circondata dal suo staff (in versione auto-ironica o auto-derisoria) ha postato sempre sulla pagina Facebook la prima foto al mondo di un “minollo”, l’animale fiabesco creato dalla fantasia del grande Troisi.

Minollo
Minollo

Al di là della boutade tutta interna ai pretendenti dem, questo carosello social svela in buon parte tutta la considerazione che la classe politica, a livello centrale e periferico e a prescindere dal dato anagrafico, riserva a questo “mestiere” ingrato: più che professionisti siamo visti come sciamani o guaritori da interpellare nei momenti di crisi e poi rimettere in naftalina.

Insomma, altro che spin. In Italia solo spine.

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