Quanto costa uno spin doctor?

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Un euro in più del fotografo e del tipografo. 

La prima domanda che ogni candidato vorrebbe farmi e che molto spesso rinvia alla fine del nostro incontro è sempre la stessa: “si, ho capito, però quanto costa quello che fate?”

Questo cruciale interrogativo svela il più importante limite culturale che impedisce anche in Italia l’affermazione delle professioni di campaign manager e di spin doctor.

L’assillo, o meglio il falso mito, che assumere uno spin doctor rappresenti a prescindere un costo elevato, non sostenibile in campagne marginali, poco remunerativo sull’economia della raccolta del consenso o, peggio ancora, che sia una attività che si possa improvvisare, è la palude dentro la quale la nostra professione sta annaspando da anni.

Eppure, sarebbe sufficiente, per evitare la sagra dell’improvvisazione, che il candidato avesse chiaro un concetto che anche in Italia è divenuto oramai di pubblico dominio: con l’avvento della campagna elettorale permanente lo spin doctor è una figura insostituibile. Ma, nonostante ciò, la stragrande maggioranza dei candidati e dei politici continua a pensare allo spin doctor come allo sciamano da interpellare unicamente nelle poche settimane di campagna elettorale.

Giusto una tantum, a volte, solo per status o per essere trendy.

Ai nostri clienti, invece, ricordiamo sempre che la campagna elettorale vera e propria comincia il giorno dopo l’elezione. Mentre, per lo più, in Italia l’eletto il giorno seguente alla chiusura delle urne inizia il lungo cammino di abbandono dell’elettorato.

Da questo approccio, figlio di un’epoca che non ritornerà più e dominata da partiti strutturati,  dipende in larga misura, anche l’improvvisazione diffusa sul ruolo e sulle competenze intangibili e immateriali di uno spin doctor.

Un ottimo campaign manager può anche assorbire più risorse di un fotografo, dell’ufficio stampa, dell’autista o di un portaborse tuttofare, ma la sua presenza nello staff può servire a gestire in maniera professionale il budget finanziario della campagna per evitare le spese schizofreniche che i candidati sono portati a fare con la speranza di guadagnare un singolo voto.

Uno spin doctor non improvvisato costa decisamente più del tipografo impaginatore, dell’amico o cugino che smanetta in photoshop ma, la sua partecipazione alla campagna  può evitare che il candidato scelga un posizionamento sbagliato, che non si perda nei confronti con i suoi competitor, che entri da subito in sintonia con il mood dell’elettorato.

Ecco, se il tipografo costa 1 euro, lo spin doctor deve costarne almeno 2.

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