Post-elezioni: de Magistris e Lettieri come stanno gestendo Facebook?

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Uno degli errori più comuni che si fa in politica è abbandonare la comunicazione nel momento in cui finiscono le elezioni. Un errore molto più frequente di quello che si pensa. Certo, non si può pretendere che si abbia la stessa adrenalina, lo stesso stress e lo stesso engagement anche post-elezioni. Ma qualcosa bisogna pur fare. Qualche settimana fa, abbiamo analizzato le campagne elettorali su Facebook di Luigi de Magistris e Gianni Lettieri durante la campagna elettorale. Ebbene, oggi faremo un breve resoconto di come si stanno muovendo  dal 20 giugno al 10 luglio, praticamente dopo le elezioni fino al giorno prima di quando è stato scritto questo articolo.

Copertina delle pagine Facebook di de Magistris e Lettieri durante la campagna elettorale
Copertina delle pagine Facebook di de Magistris e Lettieri durante la campagna elettorale

Gianni Lettieri ha perso lo 0,015% di fan su Facebook. Inoltre, dal 27 giugno (escluso) al 4 luglio (escluso) non ha pubblicato nessun post e, a parte un post del 9 luglio, dal 21 giugno non ha mai parlato dei problemi di Napoli. Niente: nessun accenno all’evento di Dolce & Gabbana, nessun accenno all’operato del Sindaco di Napoli. Zero. Il nulla. Le interazioni sono ovviamente calate ma ciò è in parte giustificabile dalla fine della campagna elettorale. Una curiosità: i siti primanapoli.it e giannilettieri.it non sono mai stati aggiornati dal 19 giugno (anzi, l’ultimo articolo su giannilettieri.it è datato 3 giugno 2016). Il 19 giugno è stato il giorno del ballottaggio…

Luigi de Magistris, invece, pubblica diversi post al giorno (minimo 2). Pur non avendo pubblicato nulla nel week end del 2 e 3 luglio, ha mantenuto lo stesso stile che aveva durante la campagna elettorale. Il Sindaco di Napoli è stato “premiato” poiché ha avuto una crescita dei fan dello 0.55%. Insomma, per lui non è cambiato (quasi) nulla. Come è giusto che sia. Certo, si potrebbe obiettare che resta comunque il Sindaco di Napoli deve aggiornare i suoi concittadini sulle attività ma resta in ogni caso il fatto che l’elettore va “coltivato” 365 giorni l’anno. Ecco, ed è proprio questo che molti politici non riescono a capire.

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