Mara Carfagna è troppo perfetta per andar in battaglia

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Per le prossime elezioni regionali Mara Carfagna è perfetta, anzi lo è fin troppo. Non c’è attualmente un candidato che presenta lo stesso tasso di spendibilità (in reputazione e credibilità) per la corsa a presidente in Campania, così come, in Puglia potrebbe insidiare Michele Emiliano o in Toscana, piuttosto che in Emilia spodestare il centro sinistra.

Questa è la sua forza intrinseca, ma, purtroppo è anche la sua debolezza più evidente: Mara è l’idealtipo di candidato che ogni coalizione desidererebbe avere per provare a vincere un’elezione, però, la sua perfezione diventa una zavorra quando la si cala sul singolo contesto, proprio perché l’essere eccessivamente adattabile trasversalmente a una pluralità di contesti le sottrae quella dose di autenticità, oggi esasperata dalla disintermediazione della società e della politica, porta alla luce la carenza di un vissuto politico rispetto alle dinamiche quotidiane dei territori, di un’estraneità e alterità nei confronti di quella classe dirigente periferica di sindaci, assessori, consiglieri comunali e militanti della prima e della seconda ora che vivono la prima linea dell’insoddisfazione delle comunità nei confronti della politica in genere.

Mara Carfagna è la candidata perfetta per lasciare, more five years, Vincenzo De Luca  al governo della Campania: la sua perfezione la rende con la crescita della polarizzazione elettorale un candidato freddo.

In questo solco interpretativo si è inserito anche Matteo Salvini che, nella sua recente visita a Napoli per commissariare la Lega campana, ha tracciato l’identikit del prossimo candidato presidente del centrodestra, che a suo dire dovrà essere un “candidato di battaglia”. Adesso, a prescindere dalle dietrologie sui nomi e sulle possibili nomination, la rappresentazione salviniana è interessante perché, rispetto a quanto fatto nelle altre regioni, probabilmente il leader leghista preferisce in Campania un candidato che sappia scegliersi autonomamente alleati, strategie, piani, tempi e ruoli, perché si terrà lontano o, comunque, non personalizzerà esasperandola, come ha fatto in Umbria, la prossima campagna elettorale.

La verità, che non tutti vogliono o riescono a vedere si racchiude nell’ossimoro che Mara Carfagna è troppo perfetta per andar in battaglia.

 

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