Incroci pericolosi e rebus esistenziali

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Le elezioni suppletive per il Senato che si terranno a Napoli il prossimo 23 febbraio, diranno molto in relazione ai rapporti di forza politici in vista delle regionali campane che si terranno di lì ai successivi 3/4 mesi.

Alle scorse elezioni politiche nel collegio n. 7, il seggio andò a Franco Ortolani (Movimento 5 Stelle) con il 53,17% dei voti (108.189), su Salvatore Guangi (centrodestra, 46.018 voti e 22,61%) e Gioacchino Alfano (centrosinistra, 33.354 voti e 16,39%).

Lo scenario geopolitico dal 4 marzo 2018 ad oggi è radicalmente cambiato, pertanto questo voto suppletivo farà molta luce in ordine agli equilibri tra le forze politiche che si contenderanno la presidenza della Regione Campania.

Il centrodestra, forte della crescita esponenziale registrata da Lega e Fratelli d’Italia a livello nazionale, lancia un’O.P.A. molto seria sulla elezione del nuovo senatore.

Ma è interessante analizzare quel che può succedere in casa giallo-rossa.

Posto che dopo il 26 gennaio, a risultati emiliano-romagnoli e calabresi acquisiti, non deflagri l’alleanza di Governo, la candidatura – da parte del Pd – di una figura civica come quella del cronista Sandro Ruotolo, è, con ogni evidenza, un chiaro segnale di apertura ed un invito forte alla convergenza lanciato dal partito di Zingaretti e di De Luca ad un Movimento 5 Stelle in caduta libera di consensi.

Ruotolo, per la sua storia umana e professionale, è l’archetipo dell’uomo integerrimo, onesto, coraggioso, schierato contro il malaffare ed i poteri forti, senza tessere di partito e, dunque, assolutamente civico.

Insomma il profilo del giornalista napoletano, risponde a tutti i requisiti ai quali si appellavano i grillini nella loro fase pre-governativa.

Del resto, una delle accuse maggiori che la base pone alla classe dirigente pentastellata è esattamente quella di essersi distaccata dagli afflati politici delle origini. Quale migliore occasione di questa, allora, per i 5 stelle per cercare di dare una risposta e provare a porre un argine all’emorragia di consensi in atto, convergendo su Ruotolo?

Del resto Luigi Di Maio, costantemente sotto attacco da parte dei suoi per la sua gestione del Movimento nella fase governativa, non può permettersi di perdere il seggio senatoriale a casa sua, nella sua Campania, per di più se lo stesso apparteneva già ad un 5 stelle come il compianto Sen. Ortolani. Non confermare il seggio senatoriale sarebbe il colpo di grazia per la già logora leadership del capo politico pentastellato.

Di fronte ad una candidatura così attraente per la base grillina come quella di Ruotolo, sapientemente piazzata dal Pd, chi altri potrebbe candidare il M5S in grado di assicurare al Ministro degli Esteri la possibilità di vittoria? Il cerchio si restringe.

Il Pd campano, certamente con il gradimento se non con la regia di Vincenzo De Luca, ha offerto un’interessata ciambella di salvataggio al caro Giggino con Sandro Ruotolo. Ma a che costo?

Se Di Maio dovesse decidere di convergere e di contribuire ad eleggere Ruotolo, certamente metterebbe al riparo – almeno momentaneamente – la sua leadership nazionale ma, naturalmente, il soccorso dem-deluchiano non sarebbe gratuito.

Il Governatore campano, per garantirsi una rielezione quasi certa, potrebbe chiedere in cambio a Di Maio l’alleanza organica alle Regionali o, in alternativa e più verosimilmente, una desistenza di fatto dei pentastellati a suo vantaggio, anche attraverso una candidatura debole 5 stelle alla presidenza della Regione.

Ma rispetto a questo scenario, Di Maio dovrebbe trovare il modo di superare la fortissima resistenza all’ipotesi filo deluchiana di Valeria Ciarambino e del gruppo pentastellato in Consiglio Regionale, oltre che di una buona fetta di elettorato grillino campano.

Ciarambino e De Luca, infatti, politicamente parlando, se le sono date di santa ragione lungo tutta la legislatura. Per l’enfant prodige di Pomigliano d’Arco, non sarà facile trovare una sintesi.

Insomma le suppletive napoletane rischiano di diventare le forche caudine della politica nazionale: un passaggio stretto ed obbligato dal quale potrebbe dipendere il futuro di De Luca e Di Maio, ma anche quello della Campania e del Movimento 5 stelle tutto.

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