Come scegliere l’anti De Luca: sorteggio, fanbase o una proposta indecente?

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Provo a fare una proposta, che farà ridere o rabbrividire, dipende dai punti di vista, rispetto a una domanda semplice nella formulazione, complessa nella risposta:
come scegliere il miglior candidato alla carica di presidente della Regione Campania?

Per opportunità escluderei il sorteggio o la monetina, così come da evitare è anche la conta dei follower o dei fan sui canali social, mentre potrebbe essere un’idea legare la scelta del candidato alla sua accountability, ovvero alla percezione che i cittadini hanno di un politico e candidato circa la sua capacità di definire e raggiungere in maniera trasparente degli obiettivi e su questa “aiutarlo” finanziariamente attraverso contributi volontari.

In questi mesi l’esercizio politico più in voga nel centrodestra, non meno nel centrosinistra, è stato l’impallinamento dei possibili candidati a Presidente della Regione Campania: un susseguirsi di mal di pancia, di distinguo, di voci contrarie, di richiami molteplici all’entusiasmo, al sondaggio buono o a quello cattivo, a quanto si è fatto o a quello promesso e non realizzato, alle scelte condivise (che non sono mai esistite in politica!), e non “calate dall’alto”, insomma, tutto e il contrario di tutto pur di giustificare la contrarietà a una candidatura o la necessità di sostenerne una differente.

Così in questo gioco “a far fuori l’altro”, le spaccature sono rimaste dietro l’angolo e trovare un criterio che possa essere accettato dalla maggior parte dei decision makers diventa impresa ardua, in particolare nello schieramento di centrodestra.

Il Partito Democratico in Puglia, nonostante avesse l’uscente Michele Emiliano, ha lanciato le primarie[1] che il governatore uscente ha stravinto come da previsioni della vigilia. In Campania, invece, Vincenzo De Luca, che cinque anni fa ha sfruttato l’ascensore delle primarie per scalare Palazzo Santa Lucia, difficilmente questa volta vorrà ripetere lo stesso percorso. La soluzione delle primarie è stata invece invocata, nel campo del centrodestra, da Clemente Mastella, ma come prevedibile il sindaco di Benevento non ha trovato consensi e sostenitori.

Allora, come scegliere il candidato che dovrà sfidare Vincenzo De Luca, considerato che Forza Italia, cui spetta l’indicazione del nome, vive per la prima volta dal 1994 una profonda e irreversibile crisi di leadership?

Nel 2015, grazie alla piattaforma di crowdfunding DeRev (www.derev.com) Vincenzo De Luca testò la sua di accountabilty raccogliendo online 73.759 euro, rispetto all’obiettivo dei 50.000, con una base di 1054 finanziatori[2] per sostenere la “battaglia e realizzare insieme il mio programma di interventi per cambiare la Campania, in un contesto di assoluta trasparenza, partecipazione e correttezza” [3].

Eppure, in questi cinque anni, nessuno dei mille e passa finanziatori ha chiesto a De Luca se almeno 1 dei 10 obiettivi fosse stato raggiunto o di essere aggiornato sullo stato dell’arte del programma partecipato. Tantomeno, il presidente eletto ha ritenuto doveroso “dar conto” ai suoi finanziatori del percorso amministrativo che questi hanno sostenuto mettendo mano al portafoglio.

Perché, dunque, non replicare quell’unica esperienza, migliorandola e utilizzando il crowdfunding e l’accountability come strumento di selezione della classe dirigente?

Stabilite poche regole di trasparenza, dall’ammontare minimo e massimo del contributo (dai 5 ai 100 euro per singola donazione), all’obbligo di pubblicare online le generalità del donatore e l’importo versato, pochi ma chiari punti programmatici sui quali chiedere la contribuzione spontanea, il tetto complessivo da raggiungere e un termine temporale di inizio e fine della campagna[4], colui o colei che riuscirà a registrare il maggior numero di donazioni ovvero saprà raggiungere l’obiettivo finale, potrà legittimamente ambire, per credibilità, reputazione e trasparenza al ruolo di candidato.

Come detto all’inizio, a tanti, o forse a molti, la proposta farà ridere o rabbrividire, ma oggi, la misurazione dell’accountability della classe dirigente attraverso il crowdfunding rappresenta una strada, stretta e tortuosa, per iniettare nelle comunità una forte dose di fiducia nei confronti della politica.


 

[1] Per l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, quest’ultime primarie “rischiano di non essere più lo strumento per sparigliare i giochi della politica, ma sono diventate solo fiction e marketing”.

[2] I dati sono consultabili sul sito www.derev.com/vincenzo-de-luca-governatore-della-campania

[3] Cfr. www.derev.com/vincenzo-de-luca-governatore-della-campania

[4] È chiaro che questi sono solo spunti da regolamentare dettagliatamente per evitare che lo strumento del crowdfunding diventi l’ennesimo imbroglio

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