La fine di Facebook è imminente? No, semplicemente si evolverà

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Ha suscitato molto scalpore questo articolo pubblicato su Tumblr dal titolo “I segni che facebook diverrà irrilevante nel giro di 2 anni (o anche meno).“. Un titolo già forte di per sé al cui interno si scrive chiaramente “che la fine di Facebook sia imminente è, almeno per me, ormai un dato di fatto“. Vero? Falso? Non lo sappiamo con certezza: difficile prevedere il futuro, soprattutto nel mondo di internet. Ma analizziamo alcuni dati.

Facebook, gli utenti condividono meno fonte foto: Wikipedia - Derzsi Elekes Andor
Facebook, gli utenti condividono meno fonte foto: Wikipedia – Derzsi Elekes Andor

È vero, come hanno scritto diverse testate (tra cui ilpost.it) che gli utenti condividono sempre di meno ma, come sottolinea invece lastampa.it, da giugno a settembre 2015, Facebook ha avuto 4,5 miliardi di dollari di ricavi, (+41% rispetto allo stesso periodo del 2014) a fronte del 34% degli utenti di Facebook che ha aggiornato il proprio stato (nel terzo quarto del 2015), di cui il 37% ha condiviso una fotografia. Nel 2014 le percentuali erano rispettivamente del 50% e del 59%. Si potrà dire che siano dati dello scorso anno e, quindi, non aggiornati. Ma andando a vedere, ad esempio, il primo trimestre del 2016, si legge come il social network di Zuckerberg abbia avuto un fatturato in crescita del 52%, pari a 5.38 miliardi di dollari. Il secondo trimestre dello stesso anno è andato addirittura meglio: “ricavi netti aumentati del 186%” che corrispondono a “a oltre 6 miliardi di dollari, mentre il numero degli utenti è salito a 1.71 miliardi“. In questo modo, ci sono “1.13 miliardi di utenti che si collegano ogni giorno, il 17% in più rispetto al 2015“.

E allora, dov’è la verità? Semplicemente che Facebook, a meno di clamorosi colpi di scena, non scomparirà nel giro di due anni ma potrebbe semplicemente non essere più come lo conosciamo ora. Un esempio? Il social network di Zuckerberg, “come già avviene negli Usa, potrà operare anche in Europa come emittente di moneta elettronica” e “potrà offrire ai suoi clienti la possibilità di trasferire soldi elettronici nei vari paesi dell’Unione europea — senza bisogno di ottenere autorizzazioni dai singoli paesi — di aprire un deposito sulla piattaforma del social network e di utilizzare il conto per fare acquisti online. Per agire, in pratica, come una sorta di banca virtuale” (fonte). Ed il problema delle condivisioni minori? Certo, è una questione che Facebook sta provando a risolvere ma ci sono due aspetti da tenere in considerazione: il primo è che, semplicemente, potrebbe esserci da parte degli utenti un uso più consapevole dello strumento ed il secondo è che Facebook leggerebbe i messaggi privati degli utenti. Insomma, per decretare la fine del social network più famoso è ancora presto.

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