Le primarie sterilizzate

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Le primarie campane del @PartitoDemocratico sono a propaganda zero.

Siamo al cospetto del più classico dei “non pervenuto”.

Domenica 3 marzo, gli elettori dem -e non solo loro, in quanto il voto è aperto a tutti coloro che versano 2 euro e dichiarano di condividere il programma dei valori- potranno scegliere il futuro segretario nazionale e regionale.

In Campania, a contendersi la leadership sono rimasti in tre, Leo Annunziata, Umberto Del Basso De Caro e Armida Filippelli e la loro comunicazione è, di fatto, inesistente. Una campagna a propaganda zero che si è voluta circoscrivere unicamente nel recinto dei capibastone. Siamo al caporalato del consenso e alla volontà suicida di non parlare ai cittadini, ma unicamente a quella fetta minoritaria di amministratori locali chiusa nella ridotta a difendere oramai il nulla.

Invece di far tesoro della sonora batosta del 4 marzo, l’aspirante classe dirigente ha scelto di puntare su una campagna narcotizzata e silente, quando invece era necessario spingere sul pedale delle emozioni, lavorare per un effettivo coinvolgimento dei cittadini, spronarli, provocarli, chiamarli alla responsabilità della e per la politica, far crescere la loro volontà di impegno, riaccendere le speranze.

Invece, è stata imboccata la strada della comunicazione autoreferenziale: parliamoci addosso e tra noi!

Insomma, la propaganda ha rinunciato all’ambizione di salvare dalle sabbie mobili della sfiducia e della delusione i cittadini che avevano scelto le facili promesse del sovranismo culturale e del populismo giustizialista.

L’unica ad aver lanciato una parvenza di posizionamento è stata Armida Filippelli, il suo “ArmiDa Segretario” si è rivelato un tentativo, utilizzato solo all’inizio del percorso, con scarsa convinzione, un modo di esserci ma non di crederci, un posizionamento mai declinato e valorizzato.

campagna armida filippelli

E, in verità, la scelta di abbandonarlo, che in altre occasioni sarebbe stata deleteria, si è rivelata forse la più azzeccata, in quanto è un posizionamento nato già tarato nel concetto, frutto più di un gioco di parole fine a se stesso che di un messaggio trasversale, coinvolgente, partecipato, inclusivo e convincente.

Domenica dalle 8.00 alle 20.00 si vota, ma la domanda è più che legittima, per chi?

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