Il sindaco Velardi, le dimissioni tra Prima e Terza Repubblica

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Prima di iniziare è necessaria una triplice premessa:

  1. l’oggetto e la forma del mio scritto investono solo l’annuncio “irresponsabile” delle dimissioni del sindaco di Marcianise;
  2. non mi importa di conoscere le motivazioni delle sue scelte e non scrivo per fini o interessi di parte;
  3. se ciò non è chiaro potete anche evitare di andare avanti.

Perché ho definito irresponsabile il post in cui @AntonelloVelardiSindaco ha annunciato le sue dimissioni da primo cittadino di Marcianise e perché secondo me allo scadere dei venti giorni consentiti per il ritiro delle dimissioni il sindaco non ne esce rafforzato nella percezione pubblica, infatti, si è auto-ridimensionato, stressando in qualche misura il posizionamento costruito fino a oggi.

 

Antonello Velardi
23 marzo alle ore 4:49

“Ho appena rassegnato le dimissioni da sindaco di Marcianise.

La mia decisione, sofferta, non è improvvisa ma l’effetto inevitabile del clima creatosi in città. Non è un atto di viltà, ma – mi permetto di dire – di coraggio. Il coraggio delle proprie scelte.

Ho cercato di dimostrare in poco più di un anno e mezzo che c’è un altro modo di amministrare; che – se si vuole – si può essere onesti e trasparenti e fare davvero gli interessi della propria comunità. Non ci sono riuscito e di questo sono molto dispiaciuto per la mia Marcianise.

Sognavo un altro mondo, ho capito che inseguivo un’utopia.

Grazie a tutti, grazie per il calore. Grazie anche per le critiche che ho ricevuto: aiutano a crescere. Se vi ho deluso mi scuso, più delle scuse non saprei cos’altro offrirvi. Ci tengo però a ribadirvi che non ho mai preso alcuna decisione se non rispondendo alle leggi e alla mia coscienza: così mi è stato insegnato.”

Il buon Velardi è ricorso all’istituto delle “dimissioni – trappola” attivando, come in tanti prima di lui, quella clausola di salvaguardia prevista dalla legge a tutela dell’irreversibile processo di personalizzazione della politica, senza però considerarne appieno gli effetti di ritorno della stessa.

Il Sindaco di Marcianise in questi due anni ha utilizzato il diario social non (tanto) come mezzo di informazione del suo servizio alla Città, ma di propaganda spinta e di campagna permanente a sostegno del posizionamento di sindaco indipendente, autonomo e decisionista; un posizionamento costruito anche volutamente sullo scontro aperto, sulla costante chiamata alle armi tra i buoni e i cattivi, da una parte gli incorruttibili e dall’altra i vecchi arnesi della politica malata. O con Velardi o contro la trasparenza, o con Velardi o contro l’onestà, la rinascita di Marcianise. O con Velardi senza se e senza ma, oppure additati al pubblico ludibrio come vogatori per i clan, per i lobbisti degli interessi inconfessabili.

Chi si sottraeva all’inno di “Oh capitano, mio capitano” non di rado si ritrovava sulla fanpage con una stella gialla applicata sulla giacchetta e condannato per le sue idee contrarie alla vulgata del primo cittadino.

Ecco, se questa è stata, così come è stata, la narrazione velardiana dei suoi primi 700 giorni da sindaco, allora la pantomina rabbonitrice delle dimissioni gli ha consentito di ri-mettere la barra dritta nei confronti dei partiti della sua maggioranza e di rimarcare le gerarchie tra sindaco e consiglieri. Però, al contempo, il ricorso alle dimissioni (socializzate con effetti immediati ancora più virali) nei primi cinque minuti rafforza la credibilità e la reputazione di chi vi si aggrappa pur di non svendere la propria verginità o cedere al compromesso, ma nel momento in cui vengono ritirate, a prescindere dalle motivazioni, limano la considerazione del soggetto, aprono i condotti alle interpretazioni dietrologiche, spargono dubbi sull’autenticità e genuinità degli interessi a restare sugli interessi a lasciare.

Il ritiro delle dimissioni ci consegna un Velardi nuovamente padre-padrone della sua maggioranza politica, però nondimeno, l’abiura del nobile gesto del passo indietro, inevitabilmente lascia delle ferite aperte nella percezione che i cittadini di Marcianise hanno avuto fino a ieri del loro sindaco, non più paladino solitario, non più politico autosufficiente, non più svincolato dai poteri occulti, piccoli o grandi, non più libero da condizionamenti, non più disintermediato.

Ecco, Velardi, si riprende la fascia, ma è costretto a fasciare la cosa più importante: la credibilità costruita a suon di post in questi due anni.

Foto: antonellovelardi.it

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