Il Pd manca di coerenza. Anche sul diritto alla salute.

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Una fondamentale questione di civiltà. L’ha definita così Pippo Civati, minoranza PD, ma anche uno degli esponenti democrat più in vista – socialmediaticamente parlando. Il riferimento di Civati è alla “Ley de protección de la vida del concebido y de los derechos de la mujer embarazada” approvata in Spagna dal governo di Mariano Rajoy. Una “controriforma” – utilizzando le parole del quotidiano El Paìs – che di fatto cancella una delle normative europee più progressiste per quanto riguarda l’aborto ed il diritto delle madri, ed approvata a suo tempo dal governo di José Luis Zapatero.

In Spagna adesso le eventuali malformazioni del feto, anche gravi, non saranno più considerate sufficienti per giustificare l’aborto. A spiegarlo dall’editoriale di Internazionale è Giovanni De Mauro. “Sarà ripristinato il divieto – scrive il direttore del settimanale – per le minorenni di abortire senza il consenso dei genitori. In caso di aborto illegale i medici saranno processati e alle donne potrebbe essere inflitta una sanzione amministrativa. Se la nuova legge sarà approvata dal parlamento, dove il Partito popolare ha la maggioranza assoluta, in Spagna interrompere la gravidanza non sarà più un diritto, ma un reato depenalizzato”.

Una questione di civiltà, appunto. In Spagna si sta tornando al passato. Ma c’era da aspettarselo. Conservatori e fedayn cattolici hanno rappresentato lo zoccolo duro dell’elettorato di Rajoy, che a suo tempo, dai banchi dell’opposizione, aveva fortemente osteggiato la legge di Zapatero.
Ben venga dunque che un esponente del Pd come Pippo Civati ponga attraverso il suo seguitissimo blog la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica italiana. Il politico-blogger invita alla mobilitazione il suo partito. “Sabato primo febbraio – scrivono Civati e Marina Terragni – con lo slogan Porque Yo Decido, migliaia di cittadine spagnole manifesteranno a Madrid per difendere la buona legge Zapatero sulla salute sessuale e riproduttiva e l’interruzione volontaria di gravidanza. Contemporaneamente in tutta Europa, comprese molte città italiane, si svolgeranno presidi in solidarietà presso le ambasciate e i consolati di Spagna, coordinati dalla rete Womenareurope. Siamo convinti che il Partito Democratico debba aderire a questa grande mobilitazione, riaffermando e sostenendo il diritto all’autodeterminazione. Sperare che le donne tornino a morire d’aborto non è una buona strategia a favore della vita”.
Il problema però, e questo Civati lo sa e lo riconosce, sta proprio nel Pd. Nel suo essere incapace di scegliere un linea unica e condivisa sulle questioni inerenti i diritti dei cittadini. Il Pd oggi non è una forza progressista. Anzi. E la dimostrazione di tutto ciò è stata data lo scorso 10 dicembre.
“Il parlamento europeo – ricorda Giovanni De Mauro – ha bocciato la Risoluzione Estrela, che chiedeva in particolare il diritto all’aborto legale e sicuro per le donne di tutti i paesi dell’Unione”. Tra gli astenuti anche europarlamentari del Partito Democratico italiano (Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, David Sassoli, Patrizia Toia) che hanno contributo, indirettamente, alla legge reazionaria del governo spagnolo.
Ben vengano prese di posizione come quella di Civati, ma al Pd sarebbe ora di decidere da che parte stare.

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