Il pagellone social degli europarlamentari meridionali

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Forse non c’è elezione migliore di quella per il rinnovo del Parlamento Europeo per testare il rapporto, per la maggior parte idiosincratico, che i deputati italiani di stanza a Bruxelles e Strasburgo, hanno con i social network.
Eppure, proprio per l’ampiezza del collegio, ben sei regioni e oltre 12 milioni di elettori e vista la cavalcata impetuosa che il mezzo ha realizzato in Europa e in Italia proprio negli ultimi anni, è impensabile che una strategia elettorale per l’appuntamento del 26 maggio 2019 non sia fortemente strutturata sulle potenzialità (positive e negative) dei social network.

Il quadro che invece emerge da una sbirciata delle fanpage dei 6 deputati eletti in quota PD (Picierno, Gentile, Caputo, Cozzolino, Paolucci e Ferrandino) e dei 4 rappresentanti sotto il simbolo di Forza Italia (Patriciello, Martusciello, Matera e Fitto) non è dei più confortanti.
La filosofia che sottende l’utilizzo e la visione dei social è più che altro da presenza, da risparmio gestionale. Il social come mezzo di testimonianza e non certo come strategia d’innesco di un posizionamento credibile.

 

Nicola Caputo – 27.755 fan

Pagina FaceBook

La pubblicazione segue un percorso definito da un calendario editoriale e si vede, c’è una linearità nella gestione e non una visione alla “ma oggi che posso pubblicare?”. I contenuti semantici, per fortuna, non sono improvvisati, viene messa ai margini l’improvvisazione, c’è una valutazione attenta delle immagini, sulla bacheca trova spazio nella giusta misura anche la dimensione personale oltreché quella pubblica. Il service grafico a supporto è attento a ottimizzare le immagini e la pulizia creativa di certo contribuisce a far crescere l’engagement della fanpage. Per non parlare del video

Le sponsorizzazioni potrebbero essere spinte maggiormente. Nicola Caputo, ha compreso la forza del mezzo e quando è in posa diventa quasi un direttore della fotografia. 

The worst: il piano editoriale potrebbe essere integrato con delle pubblicazioni che riguardano anche il dibattito politico nazionale ma, attualmente, è ancorato su due assi portanti estremi: la politica e l’impegno europei, da un lato, e la politica dei territori e del collegio elettorale, dall’altro. È carente il contenuto nazionale e quando compare è unicamente per veicolare iniziative del PD

Voto 8,5


 

Andrea Cozzolino – 17.782 fan

Pagina FaceBook

Partiamo dagli elementi positivi, anche perché sono in maggioranza rispetto alle note critiche. Innanzitutto, le pubblicazioni della fanpage seguono un calendario editoriale, seppur a maglie larghe, ma almeno c’è dietro un tentativo di organizzare i post rispettando dei criteri editoriali.

Così come c’è una ricerca di personalizzazione delle immagini con un intervento grafico a supporto e, come andrebbe sempre sperimentato, grazie ai post che rimandano al blog personale si tenta di spostare il traffico social verso il proprio canale web.

A differenza di altri colleghi parlamentari, Cozzolino – o il suo Social Media Manager – è attento a non abusare con gli hashtag e a valorizzare i tag.

The worst: l’anello debole della pagina è rappresentato dall’assenza, da un lato, di post “privati” che mettano in mostra non solo il politico ma l’uomo, padre, genitore, cittadino, marito, e dall’altro, di video autoprodotti che sono rari, almeno negli ultimi mesi, escludendo quelli tratti da interviste o interventi pubblici .

Voto 8


 

Aldo Patriciello – 13.130 fan

Pagina FaceBook

Troppi hashtag, alcuni inutili come #agricoltura con una gestione della fanpage oculata anche se fortemente condizionata da post di ‘rendicontazione’: la pubblicazione è costante, a cadenza giornaliera, con nuovi contenuti, pur se le immagini – eventi a parte – non sono personalizzate con un watermark che le identifichi e caratterizzi. Le foto, per la gran parte, sembrano scattate con lo smartphone e alcune di esse sono persino sfocate.

Diplomatico, quasi cardinalizio, il tone of voice della fanpage, sempre rispettoso, a volte troppo ufficiale, anche verso gli avversari e senza uscire mai dalle righe.

Insomma, senza mai tradire la bellezza di un’emozione spontanea.

C’è, però, alla base l’idea di un calendario editoriale definito, che si basa sugli appuntamenti dell’onorevole e sulle “giornate mondiali”, come ad esempio quella contro la violenza sulle donne e la Festa delle Forze Armate.

The worst: la comunicazione risente di un taglio formale e poco coinvolgente. Dovrebbe ‘de-istituzionalizzare’ i post pubblicati e incentivare le sponsorizzazioni, anche video. Emerge una visione del social assai statica.

Voto 7


 

Raffale Fitto – 102.600 fan

Pagina FaceBook

A differenza di qualche collega parlamentare, il deputato pugliese adotta un linguaggio dei post sì informale, ma con diversi errori di battitura, come lo spazio tra una parola e la punteggiatura. Qualche errore in rosso pure per la sintassi utilizzata in diverse pubblicazioni. Interessante la quantità di post che raccontano il lato privato del politico, che può sicuramente avvicinare l’elettore al rappresentante istituzionale: di converso, sono pochi i post di rendicontazione.

Le foto in allegato non sono di buona qualità né personalizzate con un apposito watermark. L’immagine di copertina è sfocata.

The worst: la sintassi dei post e le foto devono migliorare. Da rivedere anche gli errori di battitura.

Voto 6+


 

Giosy Ferrandino – 15.583 fan

Pagina FaceBook

Il suo approdo al parlamento europeo è ancora “fresco”, avendo preso il posto di Gianni Pittella che si è trasferito a Roma dopo le elezioni di marzo, e la fanpage coltivata in questi anni ha un discreto numero di fan.

C’è una gestione abbastanza professionale delle pubblicazioni, con una attenzione alla grafica personalizzata dei post ma la nota dolente riguarda la visione ancora troppo nazionale dei contenuti. Almeno negli ultimi mesi la maggior parte dei contenuti postati procedono lungo l’asse della polemica pentastellata e leghista, che ci può stare ma che alla lunga trascura l’attenzione ai territori in vista del voto europeo del 26 maggio 2019.

Apprezzabile è il tentativo delle dirette Facebook anche se qualche miglioramento andrebbe fatto per accrescere il rapporto con la “camera”.

The worst: l’immagine profilo e copertina andrebbero migliorate decisamente, così come i post (che troviamo in tutte le fanpage esaminate in verità) di celebrazione delle gite fuori porta. La percezione del pubblico è di aver a che fare con pochi privilegiati ai quali viene pagata la vacanza premio (elettorale) a Bruxelles.

Voto 6


Massimo Paolucci – 11.390 fan

Pagina FaceBook

Il rapporto tra il social e Paolucci è sicuramente improntato alla diffidenza, tutta del secondo nei confronti del primo. Le pubblicazioni non sono costanti, seguono più che altro una necessità “a posteriori”, l’unico tag ricorrente è quello autoreferenziale al gruppo parlamentare della S&D, abbiamo diversi post pubblicati senza immagine a supporto, i video autoprodotti sono del tutto assenti, forse più per una ritrosia culturale che per una scelta di comunicazione.

Un piccolo dato positivo è rappresentato dalla presenza di post “umani” che ci raccontano e aprono squarci sulla vita privata del parlamentare.

The worst: la costruzione del post molto spesso assume una forma più da ciclostile che da social.

Voto 5,5


Pina Picierno – 19.813 fan

Pagina FaceBook

A scorrere la timeline delle pubblicazioni più che una parlamentare europea, sembra che la Picierno stia ancora elaborando il lutto, o come ci insegnano gli psicoterapeuti di scuola lacaniana, soggettivizzando il suo esilio a Bruxelles. In media su 10 post pubblicati i due terzi sono dedicati a commentare la politica interna, rimbalzando i contenuti elaborati dal Partito Democratico o provando a censurare le scelte dei rappresentanti della Lega (Salvini in primis) e del M5S (Di Maio & Co).

Quindi, il dialogo con il pubblico social è sganciato irresponsabilmente dal ruolo e dalle funzioni di parlamentare europea, al contrario, irrobustendo un posizionamento da amazzone democratica che può alienarle la trasversalità dell’elettorato.

Infine, in assenza di una strategia di sponsorizzazioni, di video editati e coerenti con il proprio ruolo, altro punto dolente è l’eccessiva condivisione di articoli di stampa (che indeboliscono la crescita dell’engagement della fanpage) o di screenshot del proprio profilo.

The worst: un calendario di pubblicazioni off topic rispetto al suo ruolo di parlamentare europea.

Voto 5


 

Elena Gentile – 17.148 fan

Pagina FaceBook

Le pubblicazioni sono numerose: vengono pubblicati, infatti, anche 4 post al giorno, spesso contrassegnati dal copia-incolla di comunicati e notizie o da un linguaggio troppo ‘freddo’.

Le immagini sono amatoriali e, alcune, anche sfocate. Mancano le proposte, la pagina è utilizzata prevalentemente per pubblicizzare le iniziative dell’Unione Europea e le attività di rendicontazione dell’onorevole. Un occhio particolare, inoltre, viene riservato alla Puglia, dove è stata consigliere regionale e assessore (nel 2014 viene eletta al Parlamento Europeo nella circoscrizione Sud). I video amatoriali in cui rendiconta la sua attività possono essere migliorabili.

The worst: Nel post del 24 novembre, si celebra il conseguimento della cittadinanza onoraria di Poggio Imperiale con una foto sfocata.

Voto 5


 

Barbara Matera – 5211 fan

Pagina FaceBook

Non c’è un calendario editoriale ma si viaggia alla giornata, in balìa degli eventi, dei momenti e di ciò che accade. Numerosi hashtag ai post, quanto in alcuni casi sarebbe stato meglio ‘taggare’, foto amatoriali, scattate con lo smartphone senza essere personalizzate con un adeguato watermark.

I link pubblicati sulla pagina sono riportati integralmente, nonostante Facebook permetta di far vedere l’anteprima.

The worst: Nel post del 26 ottobre ha, probabilmente, copiato l’intero messaggio del suo Social Media Manager poiché il testo comincia con ‘Barbara Matera Adesso’. A distanza di oltre un mese, non è stato cancellato.

Voto 4


 

Fulvio Martusciello – 6.954 fan

Pagina FaceBook

Siamo agli antipodi di una gestione strategica del social. L’improvvisazione sulle pubblicazioni è evidente. La priorità è dedicata alla gestione dell’agenda fisica e poi alla declinazione, se tutto va bene, per il social, della serie “mettiamolo su Facebook!”.

I contenuti semantici dei post sono sotto la media, considerato che sono pubblicati sulla fanpage di un europarlamentare, molto spesso le pubblicazioni non sono accompagnate da nessuna immagine, i video almeno degli ultimi mesi sono del tutto assenti. Per non parlare della creatività e dell’impaginazione grafica a corredo dei post, a dir poco deludente. Così come la scelta delle immagini rasenta in alcuni casi la sciatteria sociale mentre, dulcis in fundo, manca una strategia di sponsorizzazione dei contenuti.

The worst: memorabile il post del 4 agosto per gli auguri di buon compleanno ad Antonio Tajani: è stata scelta una foto sfocata e nessun tag alla pagina o il profilo del festeggiato.

Voto 3

 

Nota: dal pagellone abbiamo opportunamente escluso Lorenzo Cesa in quanto alle scorse politiche era candidato nel collegio uninominale di Nola e l’agenzia ha sviluppato un progetto di posizionamento gestendo una fanpage di riferimento.

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